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Sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli più bianchi. Lo sbiancamento denti professionale utilizza il perossido di idrogeno in diverse percentuali per agire sul colore che può essere attivato o accelerato tramite l’utilizzo delle luce alogena, LED, laser. I denti sbiancati raggiungono risultati estetici perfetti in quanto possono migliorare il colore anche di 4-5 tonalità.

Lo sbiancamento ha lo scopo di rendere i denti più bianchi e non più puliti. Fermo restando che per svolgere uno sbiancamento è necessario assicurarsi di avere i denti ben puliti, i due metodi sono molto diversi tra loro.
L’igiene ha uno scopo curativo e preventivo perché libera i denti da tartaro e placca che possono causare gengiviti e parodontiti. Lo sbiancamento invece non è altro che un trattamento estetico che agisce sul colore dello smalto.

Questa procedura provoca alterazioni del dente?

Si tratta di una procedura chimica che non produce alcuna alterazione del dente e si può effettuare alla poltrona odontoiatrica con una seduta sola.

Sbiancamento cosmetico

A questo primo tipo di sbiancamento, cosiddetto “cosmetico”, si affiancano altri tipi di sbiancamenti utili per risolvere discromie dentali, anche severe, dovute a patologie sistemiche (per esempio la fluorosi, disordini ematici, etc) oppure agli esiti di terapie con alcuni tipi di antibiotici (ad esempio, le tetracicline).

Come si può intuire dal termine stesso, lo sbiancamento dentale è una procedura che ha come scopo quello di migliorare, sbiancare, i denti. La maggior parte dei prodotti che vengono utilizzati per lo sbiancamento dentale contengono perossido di idrogeno e di carbammide, impiegati in differenti concentrazioni a seconda della tecnica che lo specialista intende utilizzare e dalle esigenze del paziente. Le molecole di ossigeno, a contatto con i denti, disgregano le molecole dei pigmenti responsabili della discromia, rendendole non più visibili. È fondamentale sapere che lo sbiancamento dentale agisce solo sui denti naturali.

 

Dopo il trattamento sbiancante, eventuali corone protesiche od otturazioni potranno essere maggiormente visibili in quanto non sono più adeguate al nuovo colore raggiunto dai denti naturali. In questo caso, potranno comunque essere sostituite con altre corone dello stesso colore dei denti sbiancati. La pratica dello sbiancamento dentale professionale risulta sicura per i pazienti, non alterando o rovinando lo smalto dei denti, permettendo inoltre una predicibilità di risultato molto elevata. Per far sì che questo accada, occorre una visita accurata da parte del dentista e l’utilizzo di prodotti certificati.

Nonostante questo, si possono talvolta avere effetti collaterali transitori, quali ipersensibilità dei denti, soprattutto agli stimoli termici. In genere, tali effetti collaterali regrediscono nel giro di qualche ora o di pochi giorni. L’ipersensibilità dovuta allo sbiancamento dentale può essere attenuata con l’applicazione topica di fluoro di potassio, utilizzando dentifrici desensibilizzanti ed evitando di assumere cibi troppo caldi o troppo freddi, cibi o bevande ipertoniche (bibite molto zuccherate), cibi o bevande eccessivamente acidi (succhi di frutta, bibite gassate, yogurt ecc.).

Sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli più bianchi. Lo sbiancamento denti professionale utilizza il perossido di idrogeno in diverse percentuali per agire sul colore che può essere attivato o accelerato tramite l’utilizzo delle luce alogena, LED, laser. I denti sbiancati raggiungono risultati estetici perfetti in quanto possono migliorare il colore anche di 4-5 tonalità.

Lo sbiancamento ha lo scopo di rendere i denti più bianchi e non più puliti. Fermo restando che per svolgere uno sbiancamento è necessario assicurarsi di avere i denti ben puliti, i due metodi sono molto diversi tra loro.
L’igiene ha uno scopo curativo e preventivo perché libera i denti da tartaro e placca che possono causare gengiviti e parodontiti. Lo sbiancamento invece non è altro che un trattamento estetico che agisce sul colore dello smalto.

Questa procedura provoca alterazioni del dente?

Si tratta di una procedura chimica che non produce alcuna alterazione del dente e si può effettuare alla poltrona odontoiatrica con una seduta sola.

Sbiancamento cosmetico

A questo primo tipo di sbiancamento, cosiddetto “cosmetico”, si affiancano altri tipi di sbiancamenti utili per risolvere discromie dentali, anche severe, dovute a patologie sistemiche (per esempio la fluorosi, disordini ematici, etc) oppure agli esiti di terapie con alcuni tipi di antibiotici (ad esempio, le tetracicline).

Come si può intuire dal termine stesso, lo sbiancamento dentale è una procedura che ha come scopo quello di migliorare, sbiancare, i denti. La maggior parte dei prodotti che vengono utilizzati per lo sbiancamento dentale contengono perossido di idrogeno e di carbammide, impiegati in differenti concentrazioni a seconda della tecnica che lo specialista intende utilizzare e dalle esigenze del paziente. Le molecole di ossigeno, a contatto con i denti, disgregano le molecole dei pigmenti responsabili della discromia, rendendole non più visibili. È fondamentale sapere che lo sbiancamento dentale agisce solo sui denti naturali.

 

Dopo il trattamento sbiancante, eventuali corone protesiche od otturazioni potranno essere maggiormente visibili in quanto non sono più adeguate al nuovo colore raggiunto dai denti naturali. In questo caso, potranno comunque essere sostituite con altre corone dello stesso colore dei denti sbiancati. La pratica dello sbiancamento dentale professionale risulta sicura per i pazienti, non alterando o rovinando lo smalto dei denti, permettendo inoltre una predicibilità di risultato molto elevata. Per far sì che questo accada, occorre una visita accurata da parte del dentista e l’utilizzo di prodotti certificati.

Nonostante questo, si possono talvolta avere effetti collaterali transitori, quali ipersensibilità dei denti, soprattutto agli stimoli termici. In genere, tali effetti collaterali regrediscono nel giro di qualche ora o di pochi giorni. L’ipersensibilità dovuta allo sbiancamento dentale può essere attenuata con l’applicazione topica di fluoro di potassio, utilizzando dentifrici desensibilizzanti ed evitando di assumere cibi troppo caldi o troppo freddi, cibi o bevande ipertoniche (bibite molto zuccherate), cibi o bevande eccessivamente acidi (succhi di frutta, bibite gassate, yogurt ecc.).

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FAQ - DOMANDE PIÙ FREQUENTI

Come agisce lo sbiancamento dentale?

Lo sbiancamento dei denti è un trattamento comune in odontoiatria.
Al fine di cambiare il colore intrinseco di un dente, gli agenti di sbiancamento devono diffondersi dentro e attraverso lo smalto, raggiungere e superare l’interfaccia smalto-dentinale e interagire nella dentina sottostante con i cromofori (sostanze coloranti), pigmenti e ioni che hanno causato il cambiamento nel colore del dente.

Praticamente tutte le tecniche di sbiancamento dentale usano come principio attivo il perossido di idrogeno (H2O2) direttamente o tramite la scomposizione di altre sostanze chimiche, come il perossido di carbammide.

Quando fare lo sbiancamento dei denti?

I denti con il tempo risentono dell’usura e possono ingiallirsi, scurirsi, o manifestare discromie o macchie di varia natura. I denti possono cambiare tonalità anche per l’assunzione di particolari farmaci, alimenti coloranti, dopo una devitalizzazione, post-trauma e alcune patologie degenerative del dente.

Il trattamento è doloroso?

Non è doloroso, ma dà sensibilità al dente, una sensazione che scompare entro 72 ore dopo il trattamento. Questi tre giorni sono importanti per ottenere un risultato migliore, in quelle 72 ore deve prestare particolare attenzione con l’igiene e seguire una dieta ‘bianca’, vale a dire evitare gli alimenti che causano la colorazione.

Inoltre, evitare il tabacco, perché le persone che fumano sono molto più soggette ad avere denti scuri. La nicotina lascia una serie di depositi sui denti, che rendono il dente molto più scuro.

Lo sbiancamento dei denti è efficace e sicuro?

Uno sbiancamento dentale professionale può produrre notevoli miglioramenti nell’aspetto dei denti più macchiati. L’efficacia dello sbiancamento dipende fondamentalmente dal tipo di macchie presenti sui denti. Inoltre le sostanze sbiancanti, ovviamente, non agiscono se i denti sono coperti da tartaro o macchie di fumo e nemmeno funzionano sulle otturazioni o sulle corone protesiche.

Per questo, è necessario fare prima una pulizia professionale dei denti. I gel sbiancanti, utilizzati abitualmente negli ambienti ambulatoriali, sono a base di perossido di idrogeno, quindi non dannosi per lo smalto. Durante o dopo lo sbiancamento i denti possono diventare temporaneamente più sensibili. Può essere utile in questi i casi associare un gel al fluoro. É questa una metodica sicura che non intacca assolutamente l’integrità del dente in toto.

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